Schema di regolamento di esecuzione ed attuazione del D.Lgs. 163/2006
 Direttiva 04/18/CE
 D.Lgs. 163/2006 con aggiornamenti al D.Lgs. 113/2007 e rispettivi allegati
 D.Lgs. 163/2006 con aggiornamenti al D.Lgs. 53/2010
 D.Lgs. 163/2006 con aggiornamenti al D.Lgs. 98/2013
 D.Lgs. 163/2006 con aggiornamenti al DL 66/2014



LA CAUSE DI ESCLUSIONE NEL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI

La disciplina delle cause di esclusione dalle gare introdotta dal nuovo Codice degli appalti modifica in modo sostanziale l’analoga previsione dell’art. 38 del D.Lgs. 163/2006. Leggi il resto di questa voce »

L’AVVALIMENTO NEL NUOVO CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI

Il D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 interviene sulla disciplina dell’avvalimento con l’art. 89. Dopo aver ribadito che l’avvalimento è consentito solo per i requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale, e non per quelli di carattere generale, la norma esclude l’applicazione dell’istituto ai fini della qualificazione necessaria per le opere superspecialistiche e per l’iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali, stabilendo così una limitazione di dubbia legittimità comunitaria. Leggi il resto di questa voce »

LA SANITÀ SPENDE PER BENI E SERVIZI PIÙ DEL DOPPIO DEI PAESI DELL’AREA EURO (Segue…)

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Studio della dell’Associazione dei Artigiani e delle Piccole imprese di Mestre sulla spesa per beni e servizi della p.a. La sanità: un valore più che doppio rispetto a quanto sostenuto in media dai paesi aderenti all’Area dell’Euro (0,9%). “Permangono sperperi, speriamo nella centralizzazione degli acquisti”.

ACQUISTI PA, L’ITALIA SPENDE TROPPO: QUASI 1 PUNTO DI PIL IN PIU’ DELLA GERMANIA

La Pubblica Amministrazione (PA) italiana spende troppo per l’acquisto di beni e servizi. È quanto emerge da un confronto sulla spesa per consumi intermedi sostenuta dalle principali PA europee. L’elaborazione è stata effettuata dalla CGIA.

La spesa per consumi intermedi della PA italiana si attesta attorno ai 90 miliardi di euro e pesa per il 5,6 per cento del PIL, un dato più elevato rispetto a tutti nostri i principali competitor: in Spagna, ad esempio, la spesa per l’acquisto di beni e servizi si ferma al 5,3 per cento, in Francia al 5,2 per cento mentre in Germania ad appena il 4,8 per cento del Pil.

Cosa significa questo? “Vuol dire che, al netto degli stipendi, una buona parte della spesa per garantire il funzionamento della macchina amministrativa italiana non è efficiente. Questi consumi intermedi – segnala il coordinatore dell’Ufficio Studi della CGIA Paolo Zabeo – includono diversi costi tra cui rientrano, ad esempio, le spese di manutenzione ordinaria, gli acquisti di cancelleria, le spese energetiche e di esercizio dei mezzi di trasporto, i servizi di ricerca e sviluppo e di formazione del personale acquistati all’esterno, la quota parte annuale di acquisto di macchinari ecc.; sono altresì compresi i farmaci utilizzati all’interno delle strutture sanitarie”.

Le prime tre funzioni di spesa dei consumi intermedi

La principale voce di spesa è la sanità: con 30,5 miliardi di euro spesi per l’acquisto di beni e servizi nel 2014, pari all’1,9 per cento del Pil, registriamo un valore più che doppio rispetto a quanto sostenuto in media dai paesi aderenti all’Area dell’Euro (0,9 per cento).

Dopo la sanità seguono con 15,8 miliardi di euro le spese per consumi intermedi per “Servizi generali della PA” (costi di funzionamento e di amministrazione di tutti i livelli di governo, escluse le spese che possono essere ricondotte ad altre funzioni specifiche) e con 10,8 miliardi di euro quelle per la “Protezione Ambientale” (es. manutenzione idro-geologica, asporto, e smaltimento rifiuti, trattamento acque reflue, fognature, etc.).

Queste prime tre funzioni di spesa “spiegano” quasi i due terzi della spesa complessiva per beni intermedi e i nodi dolenti si annidano soprattutto qui. Se infatti, nell’ultimo decennio la spesa per consumi intermedi è cresciuta del 25 per cento le cause vanno individuate soprattutto nella sanità e nella protezione ambientale.

Dal 2004 al 2014 la spesa per consumi intermedi nella sanità è esplosa (+61,5 per cento) passando da 18,9 a 30,5 miliardi di euro del 2014, mentre quella per la protezione ambientale, ascrivibile per la larga maggioranza alla gestione dei rifiuti, è salita del 78,9 per cento. Risultano invece in calo le spese intermedie per i servizi generali della PA (-7,7 per cento in 10 anni).

Le principali voci di spesa

La CGIA ha anche “scavato” ad un livello più basso, valutando il comportamento delle altre voci di spesa per consumi intermedi. I risultati forniscono alcune indicazioni interessanti che confermano il quadro dipinto sino a qui.

È ovviamente la sanità in cima alla classifica, con la spesa per “Servizi ospedalieri” che ha toccato quasi i 16 miliardi di euro nel 2014, salendo del 38 per cento rispetto al 2004. Seguono le spese di Gestione dei rifiuti (quasi 9,1 miliardi di euro nel 2014) che sono quasi raddoppiate in 10 anni (+95,6 per cento), scavalcando così quelle per i Servizi ambulatoriali che sono comunque salite del 70,1 per cento.

In sensibile crescita anche la spesa per la voce “Prodotti medicinali, attrezzature ed apparecchi terapeutici” che passa da poco più di 1 miliardo di euro del 2004 a quasi 4 miliardi di euro nel 2014); tuttavia, come indicato dalla Ragioneria Generale dello Stato, questo dipende sia dalla continua introduzione di farmaci innovativi (specie in campo oncologico), caratterizzati da un costo elevato che dalle politiche di incentivazione della distribuzione diretta dei farmaci attuate in diversi Servizi Sanitari Regionali, con conseguente rimodulazione della spesa dalla farmaceutica convenzionata (market, che non rappresenta un costo intermedio) alla farmaceutica ospedaliera (in effetti, in compensazione, negli ultimi 10 anni la spesa farmaceutica convenzionata è scesa di 3,6 miliardi di euro passando da 12 a 8,4 miliardi di euro).

Risultano invece in calo le spese dei servizi di polizia: in 10 anni sono scese del 16 per cento, passando da 3 miliardi di euro a poco più di 2,5 miliardi di euro.

Quadro della finanza pubblica italiana

L’analisi dei consumi intermedi consente di individuare, in un certo senso, il lato più aggredibile della spesa pubblica e quello ovviamente più esposto alle inefficienze. “Per completezza – conclude il segretario della CGIA Renato Mason – bisogna riconoscere come il quadro della finanza pubblica italiana stia migliorando. In particolare, si evince un contenimento della spesa per il personale, sceso sotto il 10 per cento del Pil e sotto il livello dell’Area Euro, pari al 10,2 per cento, e una prima riduzione della pressione tributaria che nell’ultimo anno, al netto del Bonus degli 80 euro, è scesa dal 29,8 al 29,5 per cento. Speriamo – conclude Mason – che il processo di centralizzazione degli acquisti avviato dalla nostra PA proceda a passo spedito, consentendo di eliminare sprechi e sperperi che purtroppo continuano ad albergare ancora adesso nelle nostre procedure legate agli acquisti”.

IN ELABORAZIONE I PREZZI DI RIFERIMENTO DEI SERVIZI DI LAVANOLO (Segue…)

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Prezzi di riferimento in ambito sanitario di cui all’art. 17, comma 1, lett. a), del d.l. 6 luglio 2011, n. 98 e ss.mm.ii: servizio di lavanderia/lavanolo

Consultazione on line dell’8 luglio 2016 – invio contributi entro il 16 agosto 2016.

Nell’adunanza del 6 luglio 2016, il Consiglio dell’Autorità ha deliberato di porre in consultazione on line il progetto di delibera di determinazione dei prezzi di riferimento del servizio di lavanderia/lavanolo. Oltre al documento di consultazione, è pertanto posta in consultazione la bozza di delibera, con relativo allegato contenente i prezzi di riferimento del servizio di lavanolo e lavanderia (Allegato A), nonché il documento tecnico contenente la descrizione della metodologia utilizzata.

Sulla base dei dati rilevati dall’Autorità, è stata sviluppata una metodologia statistica che tiene conto delle differenti configurazioni dei vari contratti, al fine di individuare quali delle diverse caratteristiche dei servizi ne influenzano significativamente il prezzo. Per la maggior parte dei servizi analizzati, il risultato finale è l’individuazione di una “funzione prezzo di riferimento”, applicabile a varie tipologie di contratto, la cui valorizzazione dipende dalle caratteristiche rilevanti del servizio che si vuole acquistare.

I soggetti interessati possono far pervenire all’Autorità le proprie osservazioni in merito entro il 16 agosto 2016, ore 18.00. La documentazione è disponibile sul sito ANAC

EMILIA-ROMAGNA. BOOM DEL SETTORE BIOMEDICALE: È PIÙ FORTE DELLE SCOSSE (Segue…)

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La forza del rimboccarsi le maniche e ripartire, tanto da attrarre investimenti esteri importanti: uno scenario impensabile 4 anni fa. Il polo biomedicale di Mirandola, nonostante le ovvie difficoltà legate al sisma del 2012, sta trainando la Regione Emilia-Romagna che nel 2015 ha fatto registrare una crescita delle esportazioni superiore alla dinamica nazionale, ottenendo nello specifico settore un boom su tutti i mercati europei, toccando le vette in Francia e Germania. Un trend così importante per il Biomedicale di Mirandola, da definire da record, per aver superato i livelli di export ottenuti prima del terremoto.

ANAC – CODICE DEI CONTRATTI: APPROVATA LE LINEE GUIDA “OFFERTA ECONOMICAMENTE PIÙ VANTAGGIOSA”, “NOMINA, RUOLO E COMPITI DEL RESPONSABILE UNICO DEL PROCEDIMENTO” E “DIRETTORE DELL’ESECUZIONE”

Il Consiglio dell’Autorità, in considerazione della rilevanza generale delle determinazioni assunte, ha deliberato di acquisire, prima dell’approvazione dei documenti definitivi, il parere del Consiglio di Stato, della Commissione VIII – Lavori pubblici, comunicazioni del Senato della Repubblica e della Commissione VIII – Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.
All’esito dell’acquisizione dei pareri richiesti, si procederà all’approvazione e successiva pubblicazione dei documenti definitivi.
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L’ANTITRUST ESPRIME PARERE SULLE LINEE GUIDA OPERATIVE ANAC E CLAUSOLE TIPO PER L’AFFIDAMENTO DI SERVIZI ASSICURATIVI (Segue…)

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 Atto di segnalazione Autorità garante della concorrenza e del mercato 31/3/2016 n. 1283

Linee guida operative e clausole tipo per l’affidamento di servizi assicurativi

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (di seguito, Autorità) ha ricevuto da parte del  residente dell’ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione (di seguito, ANAC) una richiesta di parere, ai sensi dell’art. 22 della legge n. 287 del 10 ottobre 1990, in merito alle  Linee guida operative e clausole tipo per l’affidamento di servizi assicurativi, in via di imminente esecuzione.
Al riguardo, l’Autorità intende soffermarsi principalmente su due temi che sotto un profilo prettamente concorrenziale appaiono di maggior rilievo, vale a dire le ‘Informazioni per la gestione del rischio assicurativo’ e le ‘Polizze claims made’.
In primo luogo, l’Autorità intende esprimere apprezzamento per l’iniziativa di ANAC di favorire, attraverso le presenti Linee Guida, strumenti che consentano alle imprese assicurative di acquisire piena consapevolezza sui fattori che incidono sulla rischiosità dell’Ente, in modo da incentivare una maggiore partecipazione alle gare e stimolare così un maggiore confronto competitivo nei mercati assicurativi.
Quanto alla sezione delle Linee Guida connessa alle informazioni utili per lo svolgimento delle gare assicurative appare opportuno distinguere tre diversi flussi informativi tra le imprese e le Stazioni Appaltanti e in particolare,  (i)  le informazioni che sono nella esclusiva disponibilità delle Stazioni Appaltanti e che possono incidere sul corretto apprezzamento del rischio (i.e. natura dell’amministrazione, attività svolta, misure adottate per prevenire gli eventi da assicurare o ridurne l’impatto economico); (ii)  le informazioni, scambiate tra la Stazione Appaltante e  l’assicuratore aggiudicatario, finalizzate alla creazione di un  database
sull’andamento e sui costi  dei sinistri; e  (iii)  le informazioni, acquisite dai precedenti fornitori, trasmesse dalla Stazione  Appaltante alle imprese partecipanti alla gara affinché queste ultime possano effettuare una  corretta quotazione del rischio. L’Autorità ritiene che la condivisione tra la Stazione Appaltante e le imprese delle informazioni  sub (i), in linea di massima, non solleva criticità concorrenziali in quanto si tratta di informazioni  tendenzialmente prive di contenuto ‘sensibile’ in un’ottica  antitrust , in quanto riguardano profili  organizzativi dell’ente e non variabili concorrenziali come costi, prezzi e condizioni economiche;  per altro verso, esse possono essere utili per i destinatari per il corretto pricing  dei servizi  assicurativi oggetto di gara.
Del pari, non appare idoneo a destare preoccupazioni concorrenziali il flusso di informazioni sub  (ii), dall’assicuratore aggiudicatario alla Stazione Appaltante, in quanto riguarda esclusivamente i  rapporti contrattuali tra tali soggetti e non è oggetto di comunicazione ad altre imprese concorrenti.
Nella medesima prospettiva, e negli stessi limiti, anche l’inserimento della clausola tipo 1 (completa dei relativi allegati) e della clausola tipo 2 negli atti di gara e nei contratti di  assicurazione stipulati a valle delle aggiudicazione non appare sollevare criticità concorrenziali. Infine, con riferimento alle informazioni sub (iii),  l’Autorità auspica che la valutazione in merito alle informazioni da trasmettere alle imprese partecipanti sia svolta caso per caso, tenuto conto delle specifiche esigenze di gara e sia circoscritta alle so le informazioni necessarie alla formulazione dell’offerta sulla base di un corretto apprezzamento dei rischi assicurativi oggetto della gara.
Con riguardo, invece, al tema delle ‘Polizze claims made’, l’Autorità condivide l’attenzione che l’ANAC pone sull’assoluta necessità che, in presenza di tali polizze, gli atti di gara e il successivo contratto definiscano con estrema chiarezza l’ambito di applicazione della copertura assicurativa e gli eventuali periodi di postuma e/o retroattività. Ciò nella prospettiva concorrenziale di superare possibili ostacoli che queste polizze potrebbero porre alla mobilità della clientela. Posto, infatti, che le polizze claims made presenti sul mercato, diversamente da quelle loss occurance, tipicamente assicurano solo i sinistri originati da fatti accaduti in pendenza di polizza e le cui domande di risarcimento pervengono in pendenza di polizza, la Stazione Appaltante che cambi fornitore di servizi assicurativi potrebbe trovarsi priva della copertura per i sinistri accaduti nella vigenza della precedente polizza, le cui domande di risarcimento siano pervenute in pendenza del nuovo contratto. Al fine di ovviare a tale disfunzione, si ritiene opportuno che le Stazioni Appaltanti integrino le polizze claims made con eventuali peri odi di postuma e di retroattività. Tra  l’altro, si osserva che il tema delle polizze claims made è trattato anche nella bozza del Disegno di Legge Annuale sulla Concorrenza, dove è espressamente stabilito che, per superare le criticità concorrenziali testé evidenziate, tali polizze debbano prevedere dieci anni di ultrattività (cfr. art.  12).
In merito agli altri temi oggetto delle Linee Guida, l’Autorità non rileva particolari criticità  concorrenziali. In particolare, con riguardo alle forme di centralizzazione/aggregazione della  domanda, la linea evolutiva tracciata verso una maggiore centralizzazione delle gare non appare  sollevare criticità concorrenziali. Si sottolinea, tuttavia, la necessità di una valutazione caso per  caso al fine di trovare il punto d i equilibrio tra la ‘giusta dimensione’ degli acquisti centralizzati e  la corretta individuazione dei requisiti di partecipazione, in modo da contemperare le diverse  esigenze e consentire effettivamente il più ampio confronto competitivo. Ciò al fine di evitare che  una eccessiva centralizzazione/aggregazione delle procedure ad una dimensione non ottimale della  domanda che abbia l’effetto di ridurre, anziché ampliare, la partecipazione delle imprese. In questa  logica, l’Autorità pone l’attenzione sull’importanza di individuare eventuali requisiti di  partecipazione in termini di fatturato (vale a dire, premi assicurativi) che tengano adeguatamente  in conto anche l’attività svolta all’estero (come fatturato realizzato e come esperienza maturata). Infine, con riguardo alla Self Insured Retention,  al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e al recesso, l’Autorità ritiene che le Linee Guida non sollevino criticità concorrenziali e non ha specifiche osservazioni da svolgere. Il presente parere non pregiudica eventuali futuri interventi dell’Autorità a tutela della concorrenza, anche con riguardo al tema dello scambio di informazioni. L’Autorità auspica che le osservazioni formulate in risposta alla richiesta di parere di cui trattasi  possano essere utilmente tenute in considerazione nell’ambito dell’emanazione definitiva delle  Linee Guida in oggetto

ANAC – CODICE DEI CONTRATTI: APPROVATA LA LINEA GUIDA PER I CONTRATTI “SOTTO SOGLIA”

Proposta di Linee Guida
Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria

Deliberate dal Consiglio dell’Autorità il 28 giugno scorso le Linee Guida “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici”. Prima dell’approvazione del documento definitivo, l’atto è stato inviato per un parere al Consiglio di Stato, alla Commissione VII del Senato e della Commissione VIII della Camera.
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INDAGINE CONOSCITIVA DELL’ANTITRUST SUI VACCINI PER USO UMANO

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di avviare un’indagine conoscitiva sui vaccini per uso umano (IC50). Tenuto conto (a) della rilevanza dei vaccini in termini di spesa sanitaria a carico del Sistema Sanitario Nazionale (oltre 300 milioni di euro l’anno), (b) del fatto che l’approvvigionamento dei prodotti avviene tramite gare a evidenza pubblica, (c) della circostanza che i prezzi di alcuni dei principali vaccini paiono in tendenziale aumento, l‘obiettivo dell’indagine è quello di approfondire i seguenti temi:

1. caratteristiche delle dinamiche commerciali relative ai vaccini per uso umano;
2. sussistenza di criticità concorrenziali nei mercati dei vaccini per uso umano, con specifico riferimento alla situazione italiana alla luce della normativa vigente e atti conseguenti (es. piano nazionale di prevenzione vaccinale);
3. efficienze e criticità delle procedure di acquisto a evidenza pubblica dei vaccini per uso umano.
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ANAC – “WHISTLEBLOWING” – PRESENTAZIONE DEL PRIMO MONITORAGGIO NAZIONALE (Segue…)

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E’ stato presentato alla stampa, il 22 giugno presso la sede dell’Anac, il primo monitoraggio italiano sul whistleblowing:
“Segnalazione di illeciti e tutela del dipendente pubblico: l’Italia investe nel whistleblowing, importante strumento di prevenzione della corruzione”
Sono stati presentati alla stampa, il 22 giugno presso la sede dell’Anac, il primo monitoraggio italiano sul whistleblowing ed il prototipo di una applicazione per la gestione delle segnalazioni di illeciti.
A distanza di più di 3 anni dall’adozione della norma che tutela il dipendente pubblico che segnala illeciti (Legge Severino) l’Anac ha realizzato un monitoraggio sullo stato dell’arte del whistleblowing in Italia per conoscere il suo stato di applicazione ed apprezzare quanto l’istituto sia effettivamente avvertito come misura di prevenzione della corruzione.
Il monitoraggio è stato effettuato sia sulle segnalazioni giunte all’Anac al 31 maggio 2016, sia quelle ricevute da un campione significativo di 34 pubbliche amministrazioni e 6 società partecipate, al fine di individuare alcune caratteristiche del segnalante italiano, la tipologia di condotte illecite denunciate e gli esiti dalle stesse scaturiti.

SECONDO “CONCEPT PAPER” DELL’AIFA SUI FARMACI BIOSIMILARI

Il Secondo Concept Paper rappresenta la posizione preliminare dell’AIFA in materia di Farmaci Biosimilari, scaturita dalla revisione del “Position Paper sui Farmaci Biosimilari” del 28 maggio 2013. Tale revisione si rende opportuna soprattutto alla luce delle evidenze emerse dall’utilizzo dei biosimilari e dall’evoluzione del mercato.  Leggi il resto di questa voce »

LOMBARDIA – AUTORITÀ REGIONALE ANTI CORRUZIONE (ARAC), I COMPONENTI DEL COMITATO (Segue…)

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ARAC, i componenti del Comitato

Ecco i nomi dei componenti del Consiglio dell’Autorità regionale Anti Corruzione (ARAC):

PRESIDENTE: FRANCESCO DETTORI – Magistrato. Consigliere della Corte d’Appello di Milano dal 1989 al 1992, Procuratore della Repubblica aggiunto presso il Tribunale di Milano dal 1992 al 2005, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio dal 2005 al 2012 e poi Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo dal 2012 al 2015.

 COMPONENTI: SERGIO ARCURI – Dottore commercialista e revisore legale dei conti, componente di collegio sindacale, dal 2007 al 2012 presidente dell’Organismo Interno di Vigilanza di società private. Dal 2012 al 2015 Responsabile della Compliance, Antiriciclaggio e Audit Interno di una società privata. Autore di diversi articoli sulla stampa specializzata in tema di responsabilità amministrativa degli Enti e delle società, sistema di controllo interno e di corporate governance.

 GIOVANNA CERIBELLI – Dottore commercialista e revisore legale dei conti, membro del Collegio sindacale dell’Azienda Ospedaliera Bolognini di Seriate/BG (dal 2006 al 2012). Membro del Collegio sindacale e revisore dei conti dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate di Vimercate (dal 2012 al 2015). Revisore dei conti in Comuni e aziende partecipate, oltre che in società private. Attualmente, membro del collegio sindacale e revisore dei conti nell’ASST (Azienda Socio sanitaria Territoriale) ‘Franciacorta’.

 MARIA DINATOLO – Avvocato in servizio presso la Prefettura di Milano. Dal 2011 al 2015 impegnata in attività antimafia, seguendo i lavori della Sezione Specializzata del Comitato di Coordinamento per l’Alta Sorveglianza delle Grandi Opere (CASGO) istituita per le esigenze connesse ad Expo. Dal 2015 in posizione di staff al Prefetto di Milano per le attività concernenti l’applicazione della normativa anticorruzione.

 GIANFRANCO REBORA – Professore ordinario di Organizzazione aziendale presso l’Università LIUC ‘Carlo Cattaneo’ di Castellanza dal 1994. Nello stesso ateneo ha ricoperto i seguenti ruoli: dal 1999 al 2005 Preside della Facoltà di Economia; dal 2001 al 2007 Rettore; dal 2007 al 2012 Direttore dell’istituto di Economia aziendale; dal 2012 Presidente del nucleo di valutazione. In precedenza professore associato di Economia aziendale presso l’Università Commerciale “Luigi Bocconi” di Milano (dal 1983 al 1987) e professore ordinario di Economia aziendale presso l’Università degli Studi di Brescia (dal 1987 al 1994). Numerose le collaborazioni e i progetti con importanti soggetti pubblici e privati (MIUR, Formez, Italia Lavoro, Aspen Institute Italia, CNR, Fondazione Cariplo). Componente di Organismi Indipendenti di valutazione in Regioni, Comuni, Camere di Commercio.

(Lombardia Notizie

LA MANCATA PRODUZIONE O L’INSUFFICIENTE AMMONTARE DELLA CAUZIONE PROVVISORIA SONO VIZI ASSOLUTAMENTE SANABILI CON IL SOCCORSO ISTRUTTORIO

 

Secondo l’orientamento pressoché unanime della giurisprudenza, da cui il Collegio non ravvisa motivi per discostarsi, la mancata prestazione della c.d. cauzione provvisoria di cui all’art. 75 del d.lgs. n. 163 del 2006 e, a maggior ragione, la presentazione di una cauzione provvisoria che – come denunciato dalla controinteressata – possa essere considerata d’importo insufficiente e/o deficitario rispetto a quello richiesto dalla lex specialis di gara non costituisce di per sé causa di esclusione ed, anzi, costituisce – nel pieno rispetto del principio di tassatività delle cause di esclusione introdotto dall’art. 46, comma 1 bis, del medesimo decreto – un vizio assolutamente sanabile mediante il c.d. soccorso istruttorio (TAR Lazio Roma sez. II bis 23/6/2016 n. 7294) Leggi il resto di questa voce »

AUMENTA SPESA FARMACEUTICA: RAPPORTO OSMED DELL’AGENZIA DEL FARMACO. PUBBLICATI I DATI 2015: + 8,6%.

I medicinali per il sistema cardiovascolare sono quelli più consumati dagli italiani.

Le strutture sanitarie pubbliche hanno visto un aumento (+24,5%) dei costi per i nuovi farmaci innovativi. Leggi il resto di questa voce »

“CINESERIE” ANCHE TRA GLI ELETTROCARDIOGRAFI? – CARDIOLOGI OSPEDALIERI A CONGRESSO: IN OSPEDALE INVASIONE DI ELETTROCARDIOGRAFI NON A NORMA (Segue…)

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(AGI) “Negli ospedali italiani c’e’ un’invasione di elettrocardiografi economici e non a norma rispetto alle moderne linee guida. Un parco di apparecchi spesso di provenienza orientale che e’ ormai pari al 60 per cento della dotazione di strumenti per l’elettrocardiogramma. A pagarne il prezzo sono i cardiologi indotti in errore e i pazienti”. Il presidente dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco), Michele Gulizia, chiede di evitare apparecchi Ecg di fabbricazione ‘incerta’, low cost e che non rispettano ‘realmente’ le caratteristiche minime indispensabili per una diagnosi di qualita’, anche perche’ il risparmio di oggi molto spesso si paga “in termini di diagnosi non propriamente corrette, di nuovi ricoveri e ulteriore aggravio a carico del Sistema sanitario nazionale”. Proprio per questo, durante i lavori del 47 ° Congresso nazionale dei medici cardiologi ospedalieri, Gulizia ha presentato un documento per una maggiore precisione e appropriatezza del segnale degli elettrocardiografi realizzato dalla stessa Anmco e firmato insieme con l’Associazione italiana ingegneri clinici (Aiic) e la Societa’ italiana di telemedicina e sanita’ elettronica (Sit).
“Sempre piu’ spesso oggi negli ospedali, in un’ottica di voler risparmiare a tutti i costi e che non tiene conto della qualita’ degli acquisti – ha spiegato Gulizia – si sceglie di comprare apparecchi per gli elettrocardiogrammi di bassa qualita’, facendo cosi’ un acquisto di facciata. Invece, una corretta diagnosi parte proprio dall’analisi corretta del tracciato; cosa che puo’ fare la differenza e ‘svelare’ patologie nascoste”. “I nostri figli oggi utilizzano playstation evolute, cosi’ come noi utilizziamo aggiornate tecnologie email e di comunicazione; invece il parco degli elettrocardiografi italiani – sottolinea il presidente dell’Anmco – e’ molto vecchio e in tanti casi non consente di eseguire elettrocardiogrammi secondo le attuali norme e le migliori e piu’ aggiornate linee guida. Massima attenzione pertanto va prestata su strumenti innovativi ed evoluti: ne’ chincaglierie ne’ anticaglie. Tanti strumenti sui pazienti reali sono in difficolta’ nel riprodurre decentemente un Ecg per cui – continua Gulizia – concedono agli operatori la possibilita’ di ritocchi estetici ai tracciati con l’impiego di filtri anomali che possono deteriorare le morfologie reali dei pazienti arrivando a falsi positivi e falsi negativi che possono compromettere pesantemente le diagnosi”.
Altro aspetto estremamente critico, secondo il numero uno di Anmco, e’ “la precisione nelle misure ed interpretazioni automatiche dell’elettrocardiogramma, dal neonato all’adulto, che nei sistemi con bassa precisione possono indurre in errore; le interpretazioni in alta precisione devono essere di tipologia standardizzata e devono rispondere ai criteri stabiliti da importanti societa’ scientifiche cardiologiche internazionali che consentono di porre in maggiore sicurezza i sistemi”. Tra i problemi pero’ il presidente Anmco rintraccia anche il ‘low cost’: “Gli acquisti di apparecchi al prezzo piu’ basso e comunque con poca attenzione alla qualita’; eppure un solo errore – osserva – costa agli enti, oltre che ai pazienti, piu’ dei sistemi del singolo reparto”. ll focus, dunque, “non e’ contro i produttori di elettromedicali, ma e’ diretto a quelle procedure e a quelle condizioni diagnostiche di basso profilo che – precisa Gulizia – tanto danno arrecano al sistema sanitario, con l’obiettivo di voler richiamare ad una maggiore qualita’ per la miglior tutela dei nostri pazienti. Sicuramente dobbiamo fare molto di piu’ sulla prevenzione estesa. Un’elettrocardiografia di qualita’ – conclude – puo’ fare molto in termini di prevenzione di eventi cardiovascolari che si ripercuotono pesantemente sui cittadini, particolarmente oggi che, con il nuovo decreto sugli standard ospedalieri, il ministero della salute ha previsto l’estensione dei servizi in rete, anche per l’elettrocardiogramma, per gli ospedali provvisti di pronto soccorso “.

CONSIP – SEMAFORO VERDE DELL’ANTITRUST PER LA GARA PER LA FORNITURA DI AGHI E SIRINGHE (Segue…)

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AS1276 – CONSIP – GARA PER LA FORNITURA DI AGHI, SIRINGHE E SERVIZI CONNESSI

Roma, 13 aprile 2016

Ministero dell’Economia e delle Finanze

Dipartimento dell’Amministrazione generale, del personale e dei servizi

Direzione per la razionalizzazione degli immobili, degli acquisti, della logistica e gli affari generali

Ufficio per la razionalizzazione degli acquisti nella Pubblica Amministrazione – Ufficio IX

Consip S.p.A.

Con riferimento alla richiesta di parere formulata ai sensi dell’articolo 22 della legge n. 287/1990 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, concernente le bozze della disciplina predisposta da Concessionaria Servizi Informatici Pubblici – Consip S.p.A. per una gara relativa alla fornitura alle Pubbliche Amministrazioni di aghi, siringhe e servizi connessi, si comunica che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua adunanza del 6 aprile 2016, ha ritenuto che le previsioni contenute in tali bozze siano sostanzialmente conformi agli orientamenti espressi da questa Autorità in materia di bandi di gara predisposti da Consip.

Per quanto attiene più direttamente il disegno della gara in oggetto, l’Autorità prende atto in particolare de (1) la suddivisione in differenti lotti dell’oggetto di fornitura sulla base di un’accurata standardizzazione dei prodotti, (2) la richiesta di capacità economico-finanziarie per ciascun lotto secondo proporzioni contenute (pari a 1/5 del valore dello stesso), (3) l’adozione del criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Tali misure appaiono suscettibili d’incentivare un più ampio e puntuale confronto concorrenziale.

Con specifico riferimento alle modalità previste per la valutazione delle offerte e l’aggiudicazione dei rispettivi punteggi per i profili tecnici ed economici, esse si mostrano idonee a un efficiente perseguimento dell’innovazione tecnologica di prodotto, e, al contempo, l’ottenimento del prezzo più contenuto.

L’Autorità prende inoltre atto con favore dell’ attività di “intelligence di mercato” esperita in funzione del disegno di gara e di un’efficiente standardizzazione della domanda, nell’opportuno perseguimento di un definitivo superamento della forte difformità dei prezzi medi a parità dei prodotti oggetto di acquisto sin qui registrata non solo a livello nazionale, ma addirittura intraregionale. In questa prospettiva si apprezza altresì la flessibilità di partecipazione ai diversi lotti prevista dal disegno di gara per le imprese interessate, la quale dovrebbe evitare i rischi di definizione di aree di competenza preferenziale per un determinato fornitore.

L’Autorità si riserva, in ogni caso, di valutare gli esiti della gara in oggetto, ove nel corso del suo svolgimento emergano elementi suscettibili di configurare illeciti anticoncorrenziali: si richiede, a tale proposito, di comunicare alla stessa gli esiti delle procedure di gara subito dopo l’aggiudicazione, unitamente a ogni elemento ritenuto eventualmente meritevole di approfondimenti sotto il profilo concorrenziale.

Il presente parere sarà pubblicato sul bollettino di cui all’articolo 26, della legge n. 287/90, successivamente alla pubblicazione del bando di gara.

IL PRESIDENTE

Giovanni Pitruzzella

28/06/2016 ANAC – CODICE DEGLI APPALTI E DELLE CONCESSIONI

Pubblicate le proposte di linee guida attuative Leggi il resto di questa voce »

SERVIZIO WEB PER LA COMPILAZIONE DEL “DOCUMENTO DI GARA UNICO EUROPEO” (DGUE). (Segue…)

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La Commissione europea mette gratuitamente a disposizione un servizio web a disposizione degli acquirenti, degli offerenti e di altre parti interessate a compilare il DGUE elettronicamente. Il modulo on line può essere compilato, stampato e poi inoltrato all’acquirente con le altre parti dell’offerta

Documento di gara unico europeo (DGUE)

Il Documento di gara unico europeo (DGUE) è un’autodichiarazione dell’impresa sulla propria situazione finanziaria, sulle proprie capacità e sulla propria idoneità per una procedura di appalto pubblico. È disponibile in tutte le lingue dell’UE e si usa per indicare in via preliminare il soddisfacimento delle condizioni prescritte nelle procedure di appalto pubblico nell’UE. Grazie al DGUE gli offerenti non devono più fornire piene prove documentali e ricorrere ai diversi moduli precedentemente in uso negli appalti UE, il che costituisce una notevole semplificazione dell’accesso agli appalti transfrontalieri. A partire da ottobre 2018 il DGUE è fornito esclusivamente in forma elettronica.

La Commissione europea mette gratuitamente un servizio web a disposizione degli acquirenti, degli offerenti e di altre parti interessate a compilare il DGUE elettronicamente. Il modulo on line può essere compilato, stampato e poi inoltrato all’acquirente con le altre parti dell’offerta. Se la procedura è esperita elettronicamente il DGUE può essere esportato, salvato e presentato elettronicamente. Il DGUE presentato in una procedura di appalto pubblico precedente può essere riutilizzato a condizione che le informazioni siano ancora valide. Gli offerenti possono essere esclusi dalla procedura di appalto o essere perseguiti se nel DGUE sono presentate informazioni gravemente mendaci, omesse o che non possono essere comprovate dai documenti complementari.

Per accedere al servizio utilizzare il sito UE “documento di gara unico europeo”

DAVIGO. IL NUOVO CODICE APPALTI? “E’ TUTTA ROBA CHE NON SERVE A NIENTE. L’ANAC DI CANTONE? NON COMBATTE LA CORRUZIONE”. (Segue…)

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Il nuovo Codice appalti? “E’ tutta roba che non serve a niente”. Così ha risposto il presidente dell’Anm, Piercamillo Davigo, nel convegno dei Giovani di Confindustria. “Da anni” si scrivono normative sugli appalti “con regole sempre più stringenti che danno fastidio alle aziende perbene e non fanno né caldo né freddo a quelle delinquenziali”, ha proseguito, sottolineando quindi che “non serve fare normative sugli appalti, serve fare operazioni sotto copertura”, con agenti infiltrati che fingono di essere imprenditori.

Quanto all’Anac, Autorita’ nazionale anti corruzione, “è un’autorità amministrativa, i suoi poteri non c’entrano con la repressione della corruzione”, ha aggiunto Davigo. “Non è un ente inutile – precisa – ma fa cose diverse. Se però si fa passare l’idea che combatte corruzione si fa passare una cosa che è impossibile”.

“Cosa farebbe per prima cosa se diventasse lei il ministro della Giustizia? “Farei – risponde il presidente dell’Anm – dei disegni di legge sulla corruzione diversi da quelli che sono stati fatti”. Questo perchè, aggiunge Davigo intervenendo al convegno dei giovani di Confindustria, “non serve alzare le pene se non si sa a chi darle”.

REGIONE TOSCANA. DISPOSITIVI MEDICI, LE LINEE DI INDIRIZZO DELLA REGIONE AD ESTAR. (Segue…)

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 Dispositivi medici, le linee di indirizzo della Regione ad Estar

Gare regionali per l’acquisto e la gestione di pacemakers, defibrillatori ed elettrocateteri destinati alle aziende sanitarie toscane, la Regione detta ad Estar (Ente di supporto tecnico amministrativo regionale) le linee di indirizzo. Lo fa con una delibera, approvata nel corso dell’ultima seduta di giunta, nella quale si dice che il modello per una nuova gestione delle modalità di accesso all’innovazione nel sistema sanitario è quello definibile come “Introduzione e diffusione controllata delle nuove tecnologie”.

Le procedure di acquisizione dei dispositivi medici – si specifica nella delibera – al fine di mettere a disposizione degli operatori del servizio sanitario regionale una scelta di prodotti di elevata qualità e usabilità, in grado di rispondere efficacemente alle diverse esigenze cliniche, assicurando al cittadino sicurezza e affidabilità, dovranno attenersi alle linee di indirizzo dettate dalla Regione. Eccone alcune: i prezzi a base d’asta dovranno essere determinati a seguito di un’indagine di mercato a livello nazionale; nella procedura di acquisizione dovrà essere specificato che le ditte fornitrici dovranno offrire il prodotto di ultima generazione; le caratteristiche di valutazione “tecnico-qualitativa” dei prodotti dovranno essere definite secondo criteri oggettivi; i prodotti innovativi dovranno essere gestiti all’interno di un percorso valutativo, secondo gli indirizzi della apposita “Commissione per la valutazione delle tecnologie e degli investimenti sanitari”.

E ancora, Estar dovrà attivare un monitoraggio mensile dei consumi che consenta di tracciare, per ciascun lotto, i dispositivi utilizzati; nella procedura di acquisizione dovrà essere prevista la regolamentazione relativa a eventuali immissioni in commercio, in data successiva all’espletamento della gara, di nuovi prodotti offerti in sostituzione di quelli oggetto di fornitura, a condizioni economiche immutate; e si dovrà anche prevedere la regolamentazione della gestione di eventuali avvisi di sicurezza o di incidenti relativi ai dispositivi medici.

Una volta decisa l’introduzione di una nuova tecnologia nell’offerta del sistema sanitario regionale, precisa ancora la delibera, è indispensabile che contemporaneamente si agisca su un cambiamento organizzativo, che garantisca il rigore scientifico ed etico dell’utilizzo della nuova tecnologia.